Maap
Una parete di luce by Erwan Bouroullec
Con Maap, Erwan Bouroullec realizza un desiderio coltivato a lungo: creare una superficie di luce ampia e immersiva. La forma è solo il punto di partenza, ogni installazione introduce un elemento personale di imprevedibilità. Il diffusore, realizzato in un materiale sintetico simile alla carta ma sorprendentemente resistente, viene modellato manualmente per generare una micro‑struttura che lo anima e ne garantisce la stabilità.
L'alchimia dell'installazione a parete
Maap è una lampada da parete di notevoli dimensioni. È composta da un elemento luminoso, con quattro lampadine LED, e da un supporto a crociera che ancora magneticamente il singolare involucro del diffusore. Il rivestimento è disponibile in tre grandezze ( Wall 1, Wall 2 e Wall 3) a seconda del numero di elementi luminosi fissati a parete. Alla massima estensione, Maap può raggiungere oltre i 3 metri, trasformando la parete in un campo luminoso.
Sviluppata nel corso di un lungo processo, l'essenza selvaggia di Maap ha opposto resistenza ai materiali tradizionali e ha persino sfidato i disegni tecnici convenzionali, guidata dalla costante attrazione di Bouroullec per i materiali ultrasottili.
“Maap è la realizzazione di un desiderio di lunga data: creare estese fonti luminose che diffondano la luce su un'ampia superficie. Il risultato è un bagliore sottile e immersivo che ti avvolge, diffondendosi in modo morbido e uniforme. ”
ERWAN BOUROULLEC
Quando viene stropicciato, il diffusore assume configurazioni organiche e uniche. Ogni installazione diventa irripetibile, modellata direttamente dalle mani.
La superficie del diffusore si fissa allo “scheletro” metallico attraverso i grandi bottoni magnetici, i Dots, posizionati in corrispondenza delle quattro sorgenti luminose. Questi elementi stabilizzano l’involucro ma permettono allo stesso tempo una rimodellazione continua.
Una parete di luce organica e imprevedibile
Maap si comporta come una grande nuvola luminosa: la luce non sembra emanare da un singolo punto, ma dall’intera superficie. Riempie la stanza di un morbido chiarore e genera una sensazione penetrante e avvolgente diffondendosi dolcemente e uniformemente.
Progettata per essere plasmata
Radicata in un gesto semplice e istintivo, Maap potrebbe anche essere chiamata Maak, poiché affonda le sue radici nel semplice gesto, nel “fare dell'uomo”. È pensata per essere plasmata dalla nostra innata inclinazione a creare, dall’impulso di dare forma agli oggetti in risposta al contesto. Abbraccia la nostra attrazione per le forme libere, che a loro volta possono evocare infinite interpretazioni. La sua superficie può evocare una mappa, un paesaggio o persino una struttura cellulare ingrandita: un risultato del fare, parzialmente incontrollato, istintivo e vivo.
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