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Nendo

Quando ti sei reso conto che volevi diventare designer? 
Nel 2002 ho visitato il Salone del Mobile di Milano per la prima volta e ricordo di essere rimasto impressionato dalla libertà e dalla varietà dei modelli presentati. In quel preciso momento ho deciso di creare Nendo. Sono onorato dell’evoluzione della mia carriera da quel momento, ma il mio io dodicenne sarà sempre deluso per il fatto di non aver avuto la possibilità di aprire un negozio di animali.

Cos’è per te la luce artificiale?
La luce artificiale dovrebbe fare da complemento alla luce naturale, un po’ come il vino con un pasto delizioso.

Perché ti piace lavorare con Flos?
Lavorare con Flos è come lavorare in famiglia. Durante le riunioni può capitare che Piero Gandini apra una bottiglia di champagne preso dall’euforia, proprio come durante una cena di famiglia. A volte la conversazione prende una buona piega, altre volte ci si ritrova con una bella sbornia… Adoro lavorare con Flos perché il processo è elettrizzante e il rapporto cordiale.

Qual è il prossimo oggetto che vorresti disegnare?
Vorrei disegnare qualcosa che non riesco a immaginare. Se già posso immaginarlo, per me diventa meno interessante. Ecco perché sono sempre felice di ascoltare le proposte di Flos…ogni volta riescono a sorprendermi e ad accendere la mia immaginazione.

C’è un grande designer, artista o musicista che consideri un punto di riferimento nel tuo lavoro? 
La serie di manga giapponesi Doraemon mi ha sempre ispirato per la sua capacità di combinare un design intuitivo con un aspetto grafico piacevole e divertente.

Ti piace aggiungere un pizzico di ironia ai tuoi oggetti? 
Decisamente. Penso che il design debba avere un impatto sui nostri sentimenti. Si può fare con nostalgia, umorismo, sorpresa e, perché no, anche ironia. Un po’ come le spezie in cucina: servono a esaltare i sapori.

Dove mangi il miglior sushi a Milano? 
Il sushi lo mangio in Giappone, a Milano mangio il carpaccio.

ph. © T. Ota
Stand Flos, Euroluce 2017
Gaku accessori