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A Leone piacciono le cose belle

A Leone piacciono le cose belle, e se belle non sono le rende tali, trasformando l’ordinario in straordinario.

Human of Light Leone Balduzzi
Photography Luca Caizzi
Stylist Emanuela Napoli

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A Leone piacciono le cose belle. A Leone piacciono le belle storie, ma soprattutto piace raccontarle bene. Questa è la storia di una persona non ordinaria, cresciuta in un ambiente ordinario.

‘Credo che ogni persona rimanga legata, a stretto filo, ad un posto particolare, che rimane importante per la vita considerato quello che ti lascia (e a volte quello che ti prende). Per quanto mi riguarda, parliamo di San Salvo, la città dove sono nato e cresciuto. Tralasciando il lato emotivo, credo di aver portato via molto da quell’atmosfera e da quell’estetica così pacata, seppur straordinaria. Ho la fortuna di viaggiare molto, anche per lavoro, ma alla fine le mie città rimangono Milano, e San Salvo.’

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Camminare per San Salvo con Leone, significa fermarsi spesso, per salutare ed essere salutati; un destino comune a tutta la sua famiglia, a cominciare dal nonno, amato e conosciuto da tutti, nonché insignito della carica di Cavaliere.
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Pur vivendo in una grande città ormai da anni, Leone ha continuato a portare con sè, e nella sua vita professionale, un amore ed una predilezione per tutte quelle cose che ricordano il passato, che ricordano casa.

‘Creare non significa necessariamente inventare; credo che abbia molto più a che fare con lo sguardo, con il saper osservare. Mi piace partire dalla quotidianità che mi circonda, così spesso sottovalutata; dipende tutto dal punto di vista. Dove molti vedono un vecchio locale con dentro un proprietario un po’ pazzo e bizzarro, io vedo una storia dall’estetica unica.
In fondo questo è il punto centrale del mio lavoro: trasformare qualcosa di apparentemente banale, in qualcosa di meraviglioso. Perlomeno ci provo!’

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Qui, molte cose sono rimaste legate ad un tempo, ed un ritmo, dimenticato dalle grandi città. Nel giro di due isolati, sotto lo sguardo alto di una signora appoggiata al suo balcone, ci si lascia velocemente alle spalle il micro mondo caotico di una ferramenta per entrare in quello coloratissimo di una storica merceria. E poi indietro, sempre sotto lo sguardo vigile della signora.
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Un’esplosione di amicizie e conoscenze sempre nuove, che nascono forse per ampliare la piccola famiglia in cui è nato. Piccola, se non si tiene conto dell’esercito di amiche della mamma, sempre presenti, tanto da essere chiamate zie.

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Creatore di indole e professione, Leone costruisce storie a volte assurde, spesso con un raffinato lato comico, nascosto anche nella tragedia. Sono storie che hanno più l’aspetto di un ricordo, seppur di una vita mai vissuta. Non che Leone sia a corto di esperienze da raccontare, come quella passata a lavorare nella redazione di una nota testata di musica di Milano, appena conclusi gli studi in comunicazione. Un mondo molto diverso da quello a cui era abituato, anche se paragonabile forse per caoticità alla storica merceria di paese o alla ferramenta dell’amico Tomeo, detto Sebon.

 

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Conoscere Leone porta a non sorprendersi nel trovarlo a prendere il sole in spiaggia, condividendo l’ombrellone con una signora del posto, mai vista prima.

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Come la lampada Biagio, regalatagli dal padre, a cui rimane ancora oggi molto legato, forse anche a causa di questa intrinseca affinità. Un monotile dal design inconfondibile, ricavata da un disco di marmo intero; un’opera che stupisce anche solo per come viene realizzata: un esempio in cui design e produzione spiccano insieme per singolarità.

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Come la lampada Biagio, regalatagli dal padre, a cui rimane ancora oggi molto legato, forse anche a causa di questa intrinseca affinità. Un monotile dal design inconfondibile, ricavata da un disco di marmo intero.

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Conoscere Leone porta a non sorprendersi nel trovarlo a prendere il sole in spiaggia, condividendo l’ombrellone con una signora del posto, mai vista prima. Forse la stessa signora che sorvegliava attenta le strade dall’alto del suo balcone, che ha lasciato il presidio per qualche ora di sole; ovviamente verso sera, per evitare un brutto colpo di calore.

Un’esplosione di amicizie e conoscenze sempre nuove, che nascono forse per ampliare la piccola famiglia in cui è nato. Piccola, se non si tiene conto dell’esercito di amiche della mamma, sempre presenti, tanto da essere chiamate zie. Anche un piccolo ricevimento di compleanno organizzato in una villa fuori città, non può avere la pretesa di essere ‘intimo’: tra parenti (veri e finti) e amici (quelli di sempre, e quelli freschi di giornata) la lista degli invitati sarebbe sempre troppo lunga (oppure, come forse direbbe Leone, comunque troppo corta).

‘Generalmente la genialità viene associata a qualcosa di grande, gigantesco, che occupa tutto lo spazio possibile. Io trovo che ‘il genio’ sia qualcosa di più piccolo. Dicono che il Diavolo stia nei dettagli, e secondo me tiene compagnia al Genio. Quel ‘quid’ in più che immediatamente dà nuova forma a tutto il contesto.‘

A Leone piacciono le cose belle, e se belle non sono le rende tali, trasformando l’ordinario in straordinario.

 

 

 

Human of Light Leone Balduzzi
Photography Luca Caizzi
Stylist Emanuela Napoli