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É la curiosità a guidare il genio

Ore 15:30 in punto Maurizio Stocchetto, propietario del Bar Basso, varca la soglia dello storico bar Milanese, come ogni giorno e con il sorriso sulle labbra ci saluta e ordina il suo caffè. Figlio di Mirko Stocchetto, inventore del celebre “Negroni Sbagliato”, Maurizio è un uomo divertente e cortese, dal padre ha ereditato l’eleganza e il talento nel farti sentire a casa

Human of Light Maurizio Stocchetto
Photography Luca Caizzi
Art Director Enrico Magistro
Place Bar Basso, Milan

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Siamo in via Plinio a Milano, una tenue luce pomeridiana entra di taglio dalle ampie vetrate annunciando con discrezione la primavera alle porte. Appoggiata al bancone un’anziana signora sta sorseggiando un vermout, mentre i camerieri si stanno preparando per servire l’aperitivo. Sistemano i bicchieri sui ripiani, impiattano gli stuzzichini e servono soft drink a passanti anonimi. Il locale è adorno di decine di oggetti, silenti testimoni di ricordi, bellezza, design e pezzi di storia. Alcuni di questi, i più preziosi, sono custoditi in vetrine affollate, illuminate da alcune Ventose, delle piccole lampade disegnate da Achille Castiglioni, tanto curiose, ed inconfondibili quanto il contenuto di quelle stesse teche. Ore 15:30 in punto Maurizio Stocchetto, propietario del Bar Basso, varca la soglia dello storico bar Milanese, come ogni giorno e con il sorriso sulle labbra ci saluta e ordina il suo caffè. Figlio di Mirko Stocchetto, inventore del celebre “Negroni Sbagliato”, Maurizio è un uomo divertente e cortese, dal padre ha ereditato l’eleganza e il talento nel farti sentire a casa.

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«Si viaggiava su dei piccoli bimotori canadesi che avevano venti posti. Feci anche il trasloco in aereo, con le valigie e tutta la famiglia. Così presi in gestione il Bar Basso»

Mirko Stocchetto, papà di Maurizio, arriva a Milano e rileva così un bar che da birreria diventa in breve tempo il simbolo del cocktail milanese. Questo simpatico signore arriva dal mondo dell’ hotellerie Veneta, avendo lavorato da Venezia a Cortina D’Ampezzo, dall’Hotel Monaco all’Hotel Posta. “Sbarcato a Milano decide di sdoganare il drink da “hotel” nel bar di via Plinio, ed è subito successo. Anche grazie all’aiuto di un’ annata in cui l’Italia fa un doppio salto carpiato, il 1968.” Maurizio, il figlio, ci parla del papà come di un eroe, orgoglioso di rappresentare lui, oggi, il Bar Basso.

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Ma una domanda mi sorge subito spontanea.

Perchè il bar Basso è diventato il simbolo del drink durante il salone del mobile? Che relazione c’è tra Basso e design?

MS: Vi racconto una storia che in pochissimi sanno. Quando Mirko, mio padre, arriva a Milano e rileva il Basso..il bar era prevalentemente un luogo in cui si consumavano drink popolari e umili, quali il “bianchetto”, la birra, le persone erano concrete e non avevano idea di quale rivoluzione stesse portando Mirko nell’universo del beverage milanese.

Infatti quest’ultimo inizia a proporre i cocktails da Hotel e la sua intuizione andava di pari passo con l’ingresso delle donne nei bar che fino a prima del 1968 erano prevalentemente frequentati da uomini. Si pone ad un certo punto il problema dei bicchieri. Dove e come servire questi cocktail per dare loro prestigio e al tempo stesso permettere ai camerieri di non infrangerli? Allora Mirko ricorda di avere un amico vetraio a Murano, quindi parte per la cittadina veneta e inizia così a progettare i suoi bicchieri “tailor made”. Dopo differenti test e svariati anni di prove nascono il Fragola, il Bicchierone dello sbagliato, il Piccolo bicchierino da martini cocktail.  Nascono i bicchieri del Bar Basso.

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E in che modo quindi si crea il link con il Design?

MS: Negli anni 80 io inizio a lavorare nel Bar del mio papa’. Sono gli anni in cui Milano diventa meta internazionale di fashion designer e industrial designer. Mi ritrovo dunque tramite un amico comune in una serata con un gruppo di simpaticissimi giovani designers inglesi tra cui Jasper Morrison, Konstantin Grcic, James Irvine. Ovviamente li porto nel mio bar, il Basso, e non avrei mai pensato che dopo pochi anni questi ragazzi sarebbero diventati nomi illustri del design internazionale. Ci ubriachiamo ovviamente. Negli anni l’amicizia con questi ragazzi si conserva e la stima aumenta, tanto che un giorno, ma non posso fare il nome, uno di loro mi dice che ha bisogno di studiare come sono fatti i bicchieri del Bar Basso perchè ne ha bisogno per un cliente. Allora con mio padre organizziamo un piccolo seminario sulle caratteristiche specifiche dei nostri bicchieri dando consigli a quelli che oggi sono i designer più famosi del mondo. That’s it!

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La genialità di Achille Castiglioni ha dato vita a Ventosa, che nonostante la sua eccezionale semplicità è in grado di dare un tocco innovativo e rivoluzionario a ogni spazio o oggetto a cui è destinata. Questa eccezionale creazione conferma il fatto che curiosità e linearità possono dare alla luce idee grandiose.

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Maurizio ci racconta questo aneddoto incredibile con la semplicità e la purezza di un bambino. Un uomo straordinario che ama il suo lavoro e ama il suo Bar Basso che oggi a Milano e in tutto il mondo rappresenta un brand, un’icona nel mondo del drink ma anche del design.

E nel momento in cui parliamo di icone e di design non possiamo non ricordare il centenario di Achille Castiglioni con un omaggio alla sua Lampada a Ventosa. Un oggetto di culto, inizialmente disegnato come una soluzione pratica per illuminare le vetrine, mai entrato in produzione che Flos produrrà in edizione speciale e tiratura limitata. Uno dei temi particolarmente cari ad Achille era infatti la possibilità di trasportare agilmente gli oggetti. Questa ricerca è sfociata nella creazione di fonti luminose che potessero essere facilmente utilizzate in posizioni differenti, culminando nel design di questa piccola e giocosa lampada. La piccola ventosa posta alla sua base, le permette di agganciarsi praticamente a qualsiasi superficie, e considerata la natura eccentrica di Achille, non dovrebbe sorprendere che per dimostrare questa peculiarità fosse solito attaccarla al suo stesso corpo, naso e fronte comprese.

Human of Light Maurizio Stocchetto
Photography Luca Caizzi
Art Director Enrico Magistro
Place Bar Basso, Milan